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Volontariato e Vacanze invernali

La Federazione Regionale delle Associazioni di Volontariato del Soccorso della Valle D'Aosta ha sottoscritto con ANPAS nazionale, un protocollo di intesa, che intende favorire, nel periodo invernale, l'avvicinamento e lo scambio di esperienze fra i volontari delle Associazioni della Federazione Regionale della Valle d'Aosta e quelli delle Pubbliche Assistenze Anpas.

Il protocollo segue l'esperienza di VOLONTARIATO e VACANZE, attuata da molti anni dalle Associazioni Anpas, che prevede lo scambio tra offerta del soggiorno e servizio svolto dai volontari.

Allegati
1) Scheda di iscrizione


NOTA: La scheda di Iscrizione deve essere compilata in ogni sua parte, vidimata dal Presidente dell'Ente e anticipata per Fax al numero 0166/531518 o per email info@volontaridelsoccorso.it

Copia originale della scheda di Adesione deve essere consegnata al Presidente dell'AVS ospitante.

A seguito dell'accordo sottoscritto la Federazione ha individuato quattro sedi disponibili:
AVS COGNE
AVS CHATILLON SAINT-VINCENT
AVS GRESSONEY
AVS VALTOURNENCHE


Periodo: DICEMBRE/MARZO
Attivita': 118 e/o Taxi Sanitario
Vitto e Alloggio messo a disposizione dalle AVS Ospitanti
Copertura Assicurativa ai sensi della L. 266/91 e della L.R.16/2005
Ai VDS si richiede la disponibilità ad utilizzare la divisa della propria Associazione che deve essere completa (giubbino e pantaloni) e certificata a norma di Legge.

Per ulteriori informazioni sulle località interessate


COGNE
La collocazione geografica di una citta', di un paese o la presenza di un crocevia possono determinare il suo destino e la sua storia e questo è proprio il caso di Cogne.
Con probabile certezza si può affermare che negli ultimi secoli precedenti l'era cristiana la popolazione celtica dei Salassi, provenendo da Occidente, si insedio' nelle parti alte della Valle d'Aosta, del Canavese e del Biellese, spingendosi fino alla pianura. Erano dei montanari che l'ambiente severo dell'alta montagna rendeva duri e tenaci, dediti alla pastorizia e alla lavorazione dei minerali.
Le antiche narrazioni valligiane raccontano che i Salassi, dopo essere stati battuti dai Romani intenzionati ad avere libero accesso agli alti colli che consentivano il passaggio alla Gallia e all'Elvezia, si insediarono nelle due valli più isolate, quella di Champorcher e di Cogne. Esiste tuttora all'imbocco di questa Valle una prova dell'antica presenza di Roma; si tratta del ponte-acquedotto di Pondel costruito nel 3 a.C.
Nella mentalità comune, determinata da una consolidata tradizione orale, si ritiene che la zona sia stata popolata dall'alto. I primi abitanti provenienti dal versante piemontese della Val Soana, dopo aver superato il colle della Nouva si sarebbero insediati nel Vallone dell'Urtier, a 2500 m, per poi procedere verso i 2000 m del Crèt, il primo luogo abitato della vallata e da lì scendere progressivamente nelle parti più basse e accoglienti dove crearono un vero e proprio insediamento.
Nell'anno 1000 Cogne divenne un feudo vescovile e questo spiega il fatto che non furono nobili famiglie a governare questa Valle che, invece, dipendeva interamente dal potere temporale del Vescovo di Aosta, la cui autorità regnò indiscussa per secoli. Nel 1202 fu fondata la parrocchia proprio nella zona che ospita l'attuale abitato di Cogne. La chiesa, costruita all'atto dell'istituzione della parrocchia e dedicata a Sant'Orso, venne rifatta interamente nel 1642, pochi anni dopo la peste del 1630 che vide perire i due terzi della popolazione. La comunità di Cogne e quella del Val Soana ebbero, fin da epoche lontanissime, stretti e pacifici rapporti e per tradizione si ritiene che i cogneins andassero a seppellire i loro morti in Val Soana. In entrambe le comunità si venerano da secoli due santi di antica reputazione: Sant'Orso e San Besso. Al primo si attribuisce la bonifica della conca centrale della vallata, originariamente inospitale, ancor oggi a lui dedicata e nota come il famoso " prato di Sant'Orso". Il feudo vescovile, caso unico in tutta la Valle d'Aosta, durò fino al 1829 quando Casa Savoia decretò l'abolizione per la popolazione locale dei doveri feudali. Il Vescovo tuttavia conservò il titolo di Conte di Cogne sino al 1951. E significativo ricordare che i cogneins, appellandosi al codice pubblicato nel 1588, in vigore in tutta la Valle d'Aosta e denominato "Coustumes Générales du Duché d'Aoste", vollero che venisse legalmente riconosciuto un particolare diritto delle donne nel regime della successione ereditaria.

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SAINT-VINCENT
Situato in un ampia conca, nel cuore del più grande bacino imbrifero delle Alpi, protetto dai venti boreali dal monte Zerbion, il Comune di Saint-Vincent (575 m s.l.m.), che raggruppa una manciata di frazioni disseminate nel verde da quota 400 m s.l.m. a quota 1.600 m, gode di un clima particolarmente mite, tanto da essere definito "la riviera delle Alpi". Grazie a questo suo microclima saluberrimo, alla fertile terra, alle limpide sorgenti, delle quali alcune miracolosamente medicamentose, l'uomo ha fatto di questa zona un luogo di insediamento privilegiato sin dai tempi più antichi. Saint-Vincent fu infatti sede di insediamenti umani a partire dall'Età del Ferro e del Bronzo. Nell'epoca romana fu sicuramente un centro importante. Tra i resti di questo periodo va segnalata la presenza di una mansio romana con impianto termale, rinvenuta sotto la chiesa parrocchiale. Nelle vicinanze doveva passare anche la via consolare delle Gallie di cui restano le vestigia di un ponte sul torrente Cillian.
Nel Medioevo fece parte della Signoria di Montjovet. Il borgo di Saint-Vincent rivestiva una rilevante importanza commerciale: vi si trovavano un ospizio per l'accoglienza dei viandanti e numerose dimore nobili che vennero distrutte in gran parte nel corso delle guerre intorno al 1630.
Nel 1770 furono scoperte dall'Abate Perret le benefiche proprietà delle acque di quella che sarebbe diventata la "Fons Salutis". Furono proprio le terme, grazie anche alla costruzione della "Monjovetta", strada che permetteva il transito delle carrozze dal Piemonte, a dare l’avvio allo sviluppo turistico della cittadina.
L'attuale stabilimento idropinico domina dall'alto il centro di Saint-Vincent. Le miracolose acque di questa sorgente sono particolarmente indicate nelle malattie dello stomaco, dell'intestino, del fegato e delle vie biliari, nei disturbi del ricambio, in alcune affezioni cutanee, nei disturbi gastro-intestinali dell'infanzia per il loro alto contenuto in solfati e carbonati sodici e magnesiaci, per la ricchezza in acido carbonico, per la presenza degli ioni iodio e bromo.
Il Casinò più grande d'Europa, un moderno centro congressuale, numerose possibilità di svago a carattere sportivo e culturale sono la cornice moderna dei sopraccitati valori artistici, climatici e termali che sin dal XIX secolo hanno fatto di Saint-Vincent un centro turistico internazionale di prim'ordine.
In inverno, a quota 1650 m s.l.m., è attiva la stazione sciistica del Col de Joux. Grazie alla centralità della posizione di Saint-Vincent anche tutti gli altri grandi comprensori sciistici della Valle sono facilmente raggiungili.
Nella bella stagione soleggiati sentieri invitano gli amanti della natura a gite ed escursioni tra verdi prati in collina, pascoli rigogliosi e fioriti, castagneti, boschi ricchi di fauna e flora incontaminata.

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CHATILLON

Il Comune di Châtillon (549 m s.l.m.) è situato nella Valle Centrale, in corrispondenza dello sbocco della Valtournenche sul torrente Marmore. Abitato fin dall'Età del Bronzo, fu un centro importante nel periodo romano, grazie alla sua posizione sulla strada consolare, come è attestato dal ritrovamento di iscrizioni funerarie e di monete. Ancora oggi si possono ammirare i resti di un ponte romano gettato sul torrente Marmore che poggiava sulle rocce con un unico arco della luce di 15 metri. Costruito in blocchi di tufo e pietra originariamente doveva essere largo circa 6 metri, ma attualmente se ne vedono solo le spalle ed un'ardita unica fila di conci. Nel Medioevo Châtillon divenne un borgo di primaria importanza, secondo solo ad Aosta. Il Comune fu il centro della Signoria omonima, facente capo alla potente famiglia degli Challant. In ogni tempo comunque fu centro di passaggi e di commercio, sede di fiere e mercati. Nel '700 divenne centro industriale legato dapprima all'industria metallurgica e successivamente a quella tessile, alimentare ed estrattiva (sfruttamento di cave di marmo). Anche attualmente è un centro a preminente vocazione artigianale ed industriale , ma non per questo meno ricco di attrattive di carattere storico, artistico e paesaggistico.


GRESSONEY SAINT JEAN
Situato a 1.385 metri s.l.m. è il più grande tra i due paesi, fu meta turistica importante già agli inizi del '900, tanto che, nel 1894 la regina Margherita vi fece costruire il Castello Savoia.
Celebre per il mantenimento di tradizioni, costumi e dialetto, potrete ammirare un'incantevole vista sul comprensorio del Monte Rosa.
Il Comune si estende per 12 km di lunghezza nell'alta valle del Lys e le catene montuose sui suoi lati oltrepassano in molti punti i 3.000 metri.
Assolutamente da non perdere, durante la stagione invernale, la pista da sci Leonardo David, valevole per la coppa del mondo.

Sport & Relax:
Arrampicata sportiva (indoor e outdoor), arrampicata su ghiaccio, bagno turco, basket (indoor e outdoor), bocce (indoor e outdoor), calcio (indoor e outdoor), canoa, cinema, ferrate, fitness, golf (campo a 9 buche), maneggio, massaggi, mountain bike, pallavolo (indoor e outdoor), parapendio, passeggiate di ogni grado di difficoltà, pattinaggio su ghiaccio, pesca sportiva, piscina semi olimpionica, rafting, raid 4x4, sauna, tennis (indoor e outdoor), tiro con l'arco, sci alpino, sci di fondo, sci fuoripista, squash e yoga.

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VALTOURNENCHE
Il territorio del Comune di Valtournenche comprende tutta la testata della valle omonima, un grande fossato roccioso di almeno 27 Km, solcato dal torrente Marmore. Arrivare a Valtournenche è facile e comodo. Situato a 18 km da Châtillon, il Comune di Valtournenche (1524 m s.l.m.), facilmente raggiungibile in ogni stagione, è già dal XIX secolo il punto di partenza per le ascensioni al Cervino, definito il “più nobile scoglio d’Europa”. Breuil-Cervinia, la sua frazione più celebre, vero paradiso degli sportivi, offre un comprensorio sciistico davvero immenso: ben 200 km di piste permettono agli appassionati di cimentarsi sulle piste del Breuil, Valtournenche e Zermatt, tutte collegate fra loro grazie a modernissimi impianti di risalita. Si può inoltre praticare il fuori pista primaverile, lo sci alpinismo e anche sciare in piena estate sul ghiacciaio italo-svizzero del Plateau Rosa. Nella bella stagione, Valtournenche offre rilassanti e salutari passeggiate immersi nel verde, paradiso della splendida flora e fauna alpina. Per gli sportivi provetti, una nuova via ferrata, escursioni più impegnative, arrampicate e scalate accompagnati dalle famose guide del Cervino. E poi…Lasciatevi tentare da una miriade di attività sportive alternative: bob, golf, equitazione, tennis, nuoto, pattinaggio su ghiaccio e a rotelle, pallavolo, pallacanestro, slittino, skeleton, motoslitte!
Dal lato storico-culturale, alcune incisioni preistoriche individuate in vari siti del Comune, testimoniano che la zona era già abitata in tempi antichissimi. Nel Medioevo il Comune era compreso nei domini della Signoria di Cly ed ebbe notevole importanza come centro di transito situato tra il fondovalle ed il Vallese (che si raggiungeva attraverso il Colle del Teodulo, a destra del Cervino).

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di Alessandro Stevanon